
Biennale d’Arte 2026, sedi varie
Ogni due anni il mondo dell’arte si ritrova a Venezia per il più grande evento non commerciale del calendario internazionale che, dal suo fulcro - l’Arsenale e i Giardini - si diffonde in tutta la città. L’anteprima, dal 6 all’8 maggio, è riservata alla stampa, a professionisti e addetti ai lavori. Consigliamo di visitarla dopo, quando la folla dei primi giorni si dirada. Il tema di questa edizione, curata dalla compianta Koyo Kouoh, è “In Minor Keys”.

DREAMERS, MUSEO FORTUNY
È sempre una gioia visitare il palazzo che fu la casa e l'atelier del grande artista veneziano Mariano Fortuny, designer e icona culturale. Un programma espositivo sapientemente curato è la ciliegina sulla torta. L'ultima mostra ospitata in questa affascinante casa-museo è una retrospettiva dedicata all'artista austriaco Erwin Wurm, le cui sculture ironiche e provocatorie usano l'assurdo per evidenziare tutto ciò che vi è di straordinario nel nostro mondo "ordinario".
Photo Markus Gradwohl

HYBRIDS. LEANDRO ERLICH AL NEGOZIO OLIVETTI
Se associate l'architettura e gli interni veneziani esclusivamente ad un passato remoto, dovete visitare il Negozio Olivetti in Piazza San Marco. Commissionato alla fine degli anni '50 dall'illuminato imprenditore Adriano Olivetti, permise al genio dell'architettura locale Carlo Scarpa di dimostrare come fosse possibile creare uno stile modernista autenticamente veneziano. Oggi gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), lo spazio ospita, durante la Biennale Arte 2026, una mostra di circa venti opere dell'artista argentino Leandro Erlich che sfumano i confini tra uomo, natura e cosmo, creando nuove forme ibride che mettono in discussione identità fisse.
Photo Duccio Benvenuti