Funzioni del campo

Alcuni campi (come San Polo, Frari, Santo Stefano, Santi Giovanni e Paolo) per la loro ampiezza sono stati anche teatro di manifestazioni profane e spettacolari, come le feste carnevalesche, le giostre, i tornei di tiro alla balestra o di bocce, i mercati. E la “caccia al toro”, durata però solo fino al 22 febbraio 1802, quando in Campo Santo Stefano la rovinosa caduta degli spalti con gli spettatori la fece vietare.

Con l’avvento dell’acquedotto pubblico della città (giugno 1884), e una volta chiusi i pozzi, i campi hanno perso la loro funzione ed il loro fermento originario. Ma ancora oggi sono i più comodi punti di ritrovo per i veneziani e i più semplici punti di riferimento per i visitatori impavidi che si addentrano a piedi nel cuore della città per scoprirne i segreti, aldilà dei luoghi più turistici.