Harry’s Bar

Tra i locali che fanno parte integrante della storia di Venezia, sempre a ridosso di Piazza San Marco (all’imbocco di Calle Vallaresso), non si può tralasciare L’Harry’s Bar, fondato nel1931 da Giuseppe Cipriani. Tra le firme del suo Libro degli Ospiti, quelle di Arturo Toscanini,Truman Capote, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, Barbara Hutton, Orson Welles (che divorava sandwich di gamberetti con Dom Perignon ghiacciato).

Ma il cliente più affezionato della storia del locale resta indiscutibilmente lo scrittore americano Ernest Hemingway, il quale durante l’inverno, tra il 1949 e il 1950 (Premio Nobel pochi anni dopo), aveva addirittura il suo tavolo personale, in un angolo.

All’Harry’s Bar, però, non conviene ordinare solo un caffè. Bisogna provare almeno un Bellini, cocktail a base di prosecco, polpa e succo di pesca bianca, creato nel 1948 dallo stesso Cipriani. Chiamato così per via del suo colore rosato che ricordò a Cipriani il colore della toga di un santo in un dipinto del pittore Giovanni Bellini.